Il Gattopardo. La Storia raccontata con lo stile di Luchino Visconti



Il Gattopardo (drammatico, ITA/FRA, 1962) regia di Luchino Visconti. Con Burt Lancaster, Claudia Cardinale, Alain Delon, Romolo Valli, Paolo Stoppa, Rina Morelli, Serge Reggiani, Lucilla Morlacchi, Pierre Clémenti, Giuliano Gemma, Mario Girotti, Ida Galli, Ivo Garrani, Leslie French, Marino Masè, Vanni Materassi, Maurizio Merli, Lou Castel, Ottavia Piccolo, Lola Braccini  



Mentre nel 1860 Garibaldi e le sue camicie rosse avanzano sulla Sicilia, il principe Fabrizio di Salina (Lancaster) ormai conscio che il potere politico e istituzionale stia passando dall’aristocrazia a una classe emergente di ricchi borghesi e che ciò stia dando forma a un “nuovo mondo”, si rassegna all'annessione allo Stato Sabaudo dell'isola e del suo feudo di Donnafugata. Arrivando addirittura a veder di buon occhio il fidanzamento del suo preferito e ambizioso nipote Tancredi (Delon) – che prima garibaldino, poi ufficiale sabaudo, ha da poco intrapreso la sua scalata sociale – con la bella Angelica (Cardinale), figlia del sindaco Calogero Sedàra (Stoppa), un “nuovo ricco”. Assistendo quindi alla presa di Palermo da parte dei garibaldini dall’alto della sua villa, sente nel profondo dell'animo che il ballo di palazzo Ponteleone, che vedrà riuniti aristocrazia e nuova borghesia a festeggiare la scongiurata rivoluzione, sarà l’ultimo “atto” della sua vita di aristocratico.

«Splendida e fastosa illustrazione del passaggio della Sicilia dai Borboni ai sabaudi e della conciliazione tra due mondi affinché "tutto cambi perché nulla cambi", Il Gattopardo è un film sostenuto dalla pietà per un passato irripetibile che ha il suo culmine nel ballo, lunga sequenza che richiese 36 giorni di riprese. Capolavoro o falso capolavoro? Affresco o mosaico? Straordinario o decorativo? Critica discorde … Restaurato nel 1991 dalla Cineteca Nazionale di Roma con la direzione tecnica di Giuseppe Rotunno» (Il Morandini) che ne fu direttore della fotografia.


«Visconti non sbaglia quasi nulla nella ricostruzione storica, aiutato dalle scenografie di Mario Garbuglia e dai costumi di Piero Tosi, filologicamente curatissimi … Impeccabile la direzione degli attori, tutti perfettamente calati nella parte. Celebre la sequenza conclusiva del ballo (coreografato da Alberto Testa, maestro personale di danza anche di Lancaster) per cui Nino Rota ha arrangiato un valzer inedito di Verdi. Palma d’oro a Cannes nel 1963» (Mereghetti).

Film Tv 2 gennaio Il Gattopardo lItalia in divenire in stile viscontianoLa recensione del film su VigilanzaTv


«Un capolavoro di ricostruzione storica e di sottile introspezione psicologica. Grandi interpreti guidati da una regia magistrale (e, come sempre in Visconti, maniacalmente attenta ai dettagli) in una cornice sontuosa e affascinante» (FilmTv), tratto dall’omonimo romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, sceneggiato da Visconti, Suso Cecchi D'Amico, Pasquale Festa Campanile, Enrico Medioli e Massimo Franciosa.


«Memoria e realismo solitamente parlano due tempi differenti: la prima si esprime al passato dei ricordi e dei racconti, il secondo al presente del resoconto e della cronaca. I percorsi paralleli dell'eco e della parola, della nostalgia e della testimonianza, di Proust e di Verga, tendono invece a incrociarsi sistematicamente nel cinema di Luchino Visconti. Nella ricercatezza delle sue immagini si fondono più arti e linguaggi, storie e discorsi di varie epoche e diversi contesti, che trovano ogni volta una temporalità specifica nel presente continuo del cinema.

Rispetto alle più libere trasposizioni di Verga (La terra trema), Dostoevskij (Le notti bianche) e Camillo Boito (Senso), con Il Gattopardo il progetto culturale e cinematografico di Visconti si modella perfettamente su quello storico-letterario di Giuseppe Tomasi di Lampedusa: raccontare il passato al presente, riportare la memoria del passato ad una dimensione esistente e visibile per potervi leggere all'interno il tempo del "sempre umano", ovvero quegli uno o due secoli di passaggio allo stato sociale di cui il principe di Salina si fa portavoce.

Ispirandosi più ai principi del realismo letterario che a quelli del (neo)realismo cinematografico, Visconti consacra la messa in scena alla raffinatezza del dettaglio, alla ricchezza dell'ornamento e alla profondità della descrizione, per riportare la Sicilia moderna a quella dei tempi dell'Unità d'ItaliaÈ raro vedere un "film in costume" affrontare le questioni realmente politiche del tempo raccontato. Ancor più raro è fare della minuziosità scenografica e dell'eleganza estetica il principio per veicolare in modo ancor più preciso e dettagliato la filosofia socio-politica del protagonista» (Edoardo Becattini per Mymovies).

Luchino Visconti e Giuseppe Rotunno sul set


Il trailer de Il Gattopardo


Antonio Facchin

Pubblicato il 2 gennaio 2022 su VigilanzaTv