Ascolti, share, audience, televisione del nuovo millennio, Auditel: fiumi di parole e d’inchiostro. 

Ma forse solo il campione d’indagine sa cosa succede quando è seduto davanti alla Tv.  

  L’Auditel dal punto di vista del telespettatore (e alla portata di tutti).


Chi si occupa a vario titolo di programmi televisivi non può prescindere dall’Auditel, spada di Damocle che pende sulla testa di ogni trasmissione italiana, conduttore o produttore. L’Auditel infatti ne decreta il successo (più frequentemente il contrario) rilevando costantemente il consumo televisivo. E determinandone la pianificazione pubblicitaria. Ma che cos’è l’Auditel?

È, prima di tutto, una joint industry committee, ovvero un’entità preposta alla rilevazione degli ascolti, nonché un’unità organizzativa di concezione internazionale. La quale, super partes, riunisce tutte le tre principali componenti del mercato televisivo. La televisione pubblica, l’emittenza privata e le aziende che investono in pubblicità (UPA) ivi comprese agenzie e centri media.

Il campione rappresentativo

Fondata nel 1984, l’Auditel rileva “24 ore su 24, minuto per minuto, l’intera offerta televisiva nella sua articolazione digitale, satellitare, live e on-demand, su tutte le piattaforme e tutti i device”. Affidandosi a un campione rappresentativo di telespettatori (dai 4 anni di età in su) selezionato a seguito di migliaia di interviste condotte face-to-face e in base a rigorosi criteri statistici.

Lo scopo è rendere quanto più scientifica possibile l’informazione su ciò che 16.100 famiglie residenti in Italia (il campione d’indagine, il SuperPanel™ in termini tecnici) vedono sul digitale terrestre, satellitare, sulla Tv via cavo o via internet. Sia pure in tempo reale (live) o in differita (streaming), casualmente oppure on demand.

E ciò non solo sul semplice apparecchio televisivo, ma anche su smart tv (la televisione collegata al web), personal computer e game console. In casa o fuori. Ma sempre e solo relativamente alla visione di un prodotto televisivo: la mera navigazione in Internet è infatti rilevata dall’Audiweb.

Il campione di telespettatori, che è per composizione il più eterogeneo possibile, resta costante affinché il riscontro offerto sia valido nel tempo. E rappresenta tutti noi per caratteristiche geografiche, demografiche e socioculturali.

Il meter

È come se ognuno di noi avesse almeno un “doppio” fra quei 41.000 individui circa che ne fanno parte, che hanno gli apparecchi televisivi monitorati costantemente da un dispositivo di rilevazione elettronica di elevata affidabilità: il meter (ve ne sono 30.540).

Il dispositivo registra potenzialmente l’ascolto di 440 emittenti televisive, di tutti i televisori presenti in casa, ogni giorno, minuto per minuto, concorrendo a un sistema di rilevazione di tipo campionario. La rilevazione della fruizione televisiva da parte del SuperPanel™ relativa a tutti quei device che possono collegarsi al web e che sfuggono al controllo del meter, siano essi fissi (smart-tv, personal computer, tablet e game console) o mobili (smartphone, tablet e  laptop) viene computata fin dal 2018 grazie al protocollo IP (internet protocol address). Ovvero quella sequenza quasi esclusivamente numerica che identifica ogni nostro strumento di accesso al web, e noi con esso. Rendendo così valido, ai fini statistici, anche l’utilizzo dei device fuori dalle pareti domestiche.


Il software SDK

La rilevazione della fruizione televisiva dei device è computata secondo un procedimento censuario che rileva il totale degli ascolti in tempo reale, “filtrati” perché siano al netto di duplicazioni, stream start o request.


Il tutto grazie a un tag digitale, il software SDK (software development kit, di proprietà esclusiva dell’Auditel) applicato direttamente ai canali (player) da cui le emittenti (broadcaster) erogano i loro contenuti.

I sistemi di rilevazione campionario e censuario, che lavorano parallelamente, non hanno tuttavia ancora metriche univoche e omogenee (il primo infatti si basa sul numero dei telespettatori, l’altro su quello dei device), né elaborazione simultanea. Lo diventeranno solo quando il segnale televisivo viaggerà su fibra ottica raggiungendo così il total audience, obiettivo di prossima realizzazione.

Share, audience, permanenza

È dunque principalmente grazie al sistema campionario che conosciamo, a metà mattinata, i dati di ascolto e, soprattutto, lo share di una trasmissione televisiva, cioè il rapporto percentuale tra gli ascoltatori di un canale televisivo e il totale dei sintonizzati tout court. E l’audience, ovvero il numero medio dei telespettatori di un programma.

Ma vi è un’altra rilevazione di primaria importanza (pur essendo meno nota delle precedenti). Quella relativa alla fedeltà di visione (permanenza), che deriva dal rapporto percentuale tra i minuti visti in media dagli spettatori di un determinato programma e la sua durata. E con questo siamo solo a metà degli indicatori di questo tipo che l’Auditel elabora quotidianamente. In ogni caso, quando si parla di una percentuale di telespettatori che hanno gradito una trasmissione, ci si riferisce sempre e comunque alla porzione corrispondente del campione d’indagine (SuperPanel™).

E nonostante la certificazione dei suoi dati, l’operato dell’Auditel è sotto il costante controllo e verifica di AgCom (autorità per la vigilanza nelle comunicazioni), Agcm (autorità garante per la concorrenza e del mercato) e del Garante per la protezione dei dati personali.

                                
                          
Antonio Facchin per  www.vigilanzatv.it (04/10/2020)
                            Dati tratti da www.auditel.it